Visualizzazione post con etichetta Lea Melandri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lea Melandri. Mostra tutti i post

17 marzo 2014

Femminismo, dose (minima) raccomandata: Femministe a parole. Grovigli da districare

 Lea Melandri, Differenza. E le sue aporie, in Femministe a parole, p. 71-77:

"Oggi, saltati i confini tradizionali tra casa e polis, assistiamo a una femminilizzazione dello spazio pubblico, intesa non solo come presenza crescente delle donne, ma come valorizzazione del femminile. Che non significa: delle donne reali. Il corpo, la sessualità, la maternità si emancipano in quanto tali, senza alcun ripensamento critico: si sono liberati di alcuni vincoli, ma non hanno perso i segni che la storia vi ha impresso sopra. Se in passato l'emancipazione è stata "fuga dal femminile", oggi è il femminile a prendersi la sua rivincita. Sono le donne stesse che decidono di impugnare attivamente quelle che sono state le ragioni della loro sottomissione: la seduzione e le doti materne. E' una valorizzazione della differenza che viene dal mercato, dall'industria dello spettacolo, dalla nuova economia (Valore D) - come "risorsa" e "valore aggiunto" -, ma che le donne stesse, e anche parte del femminismo, sono tentate di considerare una opportunità" (p.76-77)
MGrazia


22 novembre 2012

Una riflessione di Lea Melandri sul fantasma della potenza femminile e sulla realtà della libertà femminile


http://www.vogliaditerra.com/photoblog/wp-content/uploads/2010/07/cardo.lanaoli.sopra_.jpgSi avvicina il 25 novembre. La violenza contro le donne è diventata, nel bene e nel male (ma io propendo ahimé piuttosto per il male) un tema mediaticamente sensibile, che assicura visibilità. Parlarne molto non significa automaticamente aumentare la sensiblità, la comprensione dei meccanismi culturali profondi alla sua origine, un autentico cambiamento delle relazioni. La platea dei fantasmi interiori che ciascuna/o di noi si porta dietro si arricchisce di maschere rese ancora più inquietanti dalla semplificazione mediatica. Vi segnalo questa riflessione di Lea Melandri sulle dichiarazioni di Vittorino Andreoli. Venti minuti del vostro affollatissimo tempo spesi bene.
Paola

14 giugno 2012

Femminismo, dose (minima) giornaliera raccomandata: una riflessione

Femininism: Recommended Daily Allowance

Questo blog vorrebbe essere un buon ibrido tra la nostra voce, la riflessione teorica, quel che succede ogni giorno nel mondo; ma è nello stesso tempo un progetto più ampio, che prende l'avvio da quello che abbiamo sentito come un vuoto, un vuoto di riflessione storiografica ma anche politica. 
L'idea di propinarvi brevi citazioni testuali di testi del femminismo italiano degli anni '70 non è soltanto una scorciatoia per rendere più appetibili saggi complessi e a volte di difficile approccio. Nasce anche dalla constatazione, a volte veramente desolante, di quante incrostazioni abbia il fantasma, la parola, l'idea del femminismo, soprattutto nel nostro paese. Intendiamoci: questo accade di tutte le grandi tradizioni e movimenti politici, e in sé riflette le molte differenze che lo hanno abitato e lo scorrere del tempo storico che,volente o nolente, lo ha attraversato.
Ma i testi non li conosce più nessuno, o quasi. Temo che il femminismo sconti più di altri un "sentito dire" molto vago che non si preoccupa di verificare quel che - almeno in quel tempo e da quelle voci - è stato detto. 
Mi piace poi pensare che da questi brevi assaggi qualcun* potrà poi trarre spunto e desiderio di continuare a leggere. 

Avvertenza: leggere il femminismo fa bene alla salute



"Il cibo e l'amore, la sessualità e il fare, il gioco e la necessità non possono che rinascere insieme"

Lea Melandri, L'infamia originaria, 1977

Paola

13 giugno 2012

Femminismo, dose (minima) giornaliera raccomandata

Avvertenza: leggere le femministe fa bene alla salute
Feminism: Recommended Daily Allowance

Mentre li rileggo io, mi vien voglia di farli rileggere anche a voi, questi vituperati e amati "sacri testi" del femminismo. E siccome siamo nell'era digitale, ve li somministro in pillole, così da prepararvi omeopaticamente ai nostri saggi più corposi. 

Vai allora con queste pillole, ma no, che dico, squisiti mignon di femminismo anni '70; e chissà che non ci rimandino, molto più di quello che si potrebbe immaginare, un'immagine leggibile e significativa del nostro presente dalla distanza storica.

"Una barbarie intelligente, una sensualità ironica, una ingenuità sapiente forse non esistono ancora, ma c’è già un motivo per pensare che siano possibili. Per questa piccola speranza,vale la pena di combattere i tristi, i noiosi, i bisognologhi, i miserabilisti: l’ascetismo rosso".

Lea Melandri, L'infamia originaria, 1977
Paola