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24 ottobre 2012

Chi è responsabile della violenza?




 Who's responsible for violence?

Recentemente ad una vicina sono entrati i ladri in casa. Da una finestra raggiungibile e priva di sbarre. Abbiamo tutti deplorato il fatto ed espresso solidarietà per il suo disagio e la sua paura, oltre che per il danno subito. Nessuno l’ha rimproverata di essere stata masochista  e di non essersi presa le sue responsabilità per non avere dotato il suo appartamento di sbarre o sistema d’allarme.

 

Leggo e sento invece spesso e volentieri  lezioni di vita variamente assortite a donne che hanno subito violenze e maltrattamenti, sia che siano riuscite ad uscire da una relazione violenta sia che non ce l’abbiano fatta. E cioè che la responsabilità è o è anche loro, per non avere immediatamente capito di essere di fronte  a un partner potenzialmente violento.  Esiste una complessità delle relazioni affettive violente che non può essere ridotta a buon senso spicciolo. Ma prima di tutto esiste chi commette un grave reato e chi lo subisce e l’idea che alcuni atti non siano leciti. Poi si possono mettere in atto  strategie, anche preventive,  per proteggersi dalla violenza,  che è meglio evitare che subire:  ma non possono venire prima delle coscienza condivisa e diffusa che l’uso della violenza, fisica o psicologica, non è accettabile e non è responsabilità di chi lo subisce ma di chi lo fa.  Se si rovescia l’ordine dei fattori, il risultato cambia, e quella condanna rituale della violenza che tutti si premurano comunque di fare risulta svuotata e dinutile.
Paola

16 giugno 2012

Femminismo dose (minima) giornaliera raccomandata: la rivoluzione si fa con la felicità

Avvertenza: leggere il femminismo fa bene alla salute
Feminism: Recommended Daily Allowance

Bianca Maria: "Non so ti rendi conto che la tua è una esigenza di alternativa globale, dal momento che ipotizzi la felicità come superamento della necessaria conflittualità tra i sessi (...)"

Manuela: "Ecco, credo che fino a che non troveremo il modo di coniugare l'affettività e la sessualità alla lotta politica ogni mediazione si sbriciolerà tra le nostre mani perché non la vivremo come momento di transizione verso la liberazione, ma come accantonamento di ciò che abbiamo compreso di noi stesse sin qui"

Dall'introduzione  a due voci di Bianca Maria Frabotta e Manuela Fraire a Teorie del femminismo, terzo volume del Lessico politico delle donne, 1978

Paola